Il sito delle barche Sparkman & Stephens in Italia
   
 
 
 
   
   
   
   
   
   
   
   
 

Ojala' II

Royal Huisman, costruzione n° 269
CARATTERISTICHE PRINCIPALI
Cantiere: Royal Huisman
Costruzione: 1973
Matriale: ALL
Disegno S&S: 2143
Lunghezza f.t.:
11.56 m
Lunghezza al gall.:
8.61 m
Larghezza:
3.50 m
Immersione:
1.90 m
Dislocamento:
8500 kg
Zavorra:
Superficie Velica: 76.50 mq
Randa:  
Genoa (150%):  
Spinnaker:  
Motore: Volvo MD-22, 40 HP, 1996
Ojala
 
Ojala, Piano velico   Ojala, Piano di coperta   Ojala, Piano degli interni   Ojala   Ojala
                 
Ojala   Ojala   Ojala   Ojala, Charles Holland   Ojala
                 
Ojala   Ojala   Ojala   Ojala    
                 
“Magari!”…Così rispondeva ai suoi amici Charles Holland, inglesissimo gentiluomo e yachtman, residente in Italia, quando gli chiedevano se avrebbe finalmente realizzato il suo sogno di sempre, quello di possedere una barca a vela. Quegli amici erano argentini e perciò, in quelle conversazioni, il “magari” era “ojalà”. Ed è così che, a sogno realizzato, si sono chiamate le sue barche.
Ojalà II, è un elegante One Tonner, disegnato nel 1972 da Sparkman & Stephens e costruito nel 1973 in alluminio, in Olanda, dal Cantiere Royal Huisman. Il suo primo obiettivi è disputare la One Ton Cup, che in quell’anno si correva in Sardegna. Varata la barca in Olanda, dopo una settimana Charles Holland intraprende il lungo trasferimento, ma passando lungo le coste dell'Inghilterra realizza che sta per partire il Fastnet: in un appassionante fuori programma organizza un equipaggio con degli amici inglesi e partecipa alle dizione '73 della mitica regata! Malgrado le capacità sue e del suo ottimo equipaggio, in Sardegna Mr. Holland nulla può contro la maestria del vincitore, l’Ammiraglio Straulino su Ydra, e contro la grande innovazione di Ganbare (di Doug Peterson -ex allievo dello studio S&S-), che proprio in quell’anno e in quella occasione, si è affacciata sulla scena internazionale dello yachting sportivo.
Ojalà, in un certo senso, rappresenta uno degli ultimi disegni di purosangue IOR classico, prima della grande rivoluzione impressa da Peterson, sulle forme e sui pesi. Il suo palmarès è comunque di tutto rispetto e annovera la vittoria nel Campionato del Mediterraneo 1974, il 1° posto nella lunga del Campionato del Mediterraneo dell’anno successivo,
le vittorie alla Giraglia 1975 e nella Middle Sea Race del 1976 e regolari piazzamenti entro i primi 10 della sua classe nelle tantissime regate disputate.
Ma Charles Holland non era solo un accanito regatante. Nel suo dna c’era anche il marinaio e il navigatore.
Dopo i primi quattro anni in cui ha disputato la gran parte delle regate indette nel Mediterraneo, Ojalà II entra nel Cantiere Beconcini di La Spezia, per un restauro integrale e una moderata rivisitazione degli interni, atti a renderla più adatta al suo programma di crociere di medio e lungo raggio. Ed inizia così la sua seconda fase di vita: non c’è angolo del Mediterraneo in cui Charles non abbia gettato l’ancora di Ojalà.
Nel 1978, varca anche i confini del Mediterraneo e, dopo il classico scalo tecnico alle Canarie, attraversa felicemente l’Atlantico. Incrocia nei Carabi e lungo le coste del nord America durante l’inverno 1978, per ritornare in Europa, via Azzorre, nell’ aprile del 1979.
Memorabili i quattro giorni di burrasca forza 8/9, durante i quali Ojalà II fugge in poppa verso le Azzorre attraversando una fortissima depressione e uscendone senza avere riportato il minimo danno.
Nel 1995 il suo motore originale si arrende, dopo 22 anni di onorato servizio, lasciando Ojalà II alle sole vele, mentre si trova nel mare interno di Levkas. Da laggiù rientrerà a La Spezia, navigando esclusivamente a vela, in una delle sue più belle crociere.
Se i suoi pesi, spessori e forme non erano più adatti alle regate di triangolo di alto livello, le hanno tuttavia consentito di percorrere decine di migliaia di miglia, in completa sicurezza. Ha attraversato gli anni in ottima salute, mantenendo la sua completa originalità, e ospita tuttora a bordo, se non più Charles purtroppo, sua moglie Anna Maria, attuale affezionata armatrice.
Nel settembre 2008 Ojalà II entra nel Cantiere Pezzini di Viareggio per effettuare i lavori di rifacimento della coperta di teak . Ora ha una bellissimo ponte in teak nuovo fiammante, sotto il quale una lamina di alluminio saldato la rende sana e asciutta come non mai.
Una grande attenzione è stata dedicata al tema della leggerezza e della robustezza strutturale in modo da non modificare quelle caratteristiche di stabilità e di progetto studiate da Sparkman & stephens e realizzate da un esperto cantiere come Royal Huysman, nel rispetto del concetto di restauro e non di trasformazione o aggiornamento come talvolta accade durante i restauri. Sono state sostitute tante attrezzature che si erano logorate in molte miglia percorse, come bozzelli, rotaie, passi d’uomo. Revisionati verricelli e attrezzature veliche. Lo scafo è stato preparato, stuccato e verniciato con un lucidissimo smalto Awl Grip. Domenica 24 maggio 2009, nel delizioso giardino dietro al cantiere Pezzini, una bella festa tra amici della famiglia Holland e una gran parte dello storico equipaggio di Ojalà brindano alla nuova livrea della bellissima barca!

Chicco Zaccagni

 
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