Il sito delle barche Sparkman & Stephens in Italia
   
 
 
 
   
   
   
   
   
   
   
   
 

Last Lady

Alpa 42 Ketch
CARATTERISTICHE PRINCIPALI
Cantiere: Alpa
Costruzione: 1980
Matriale: VTR
Disegno S&S: 1998.C1
Lunghezza f.t.:
12.33 m
Lunghezza al gall.:
9.83 m
Larghezza:
3.45 m
Immersione:
1.80 m
Dislocamento:
12.000 kg
Zavorra:
4.500 Kg
Superficie Velica: 50.00 mq
Randa: 27.50 mq
Mezzana: 11.50 mq
Genoa leggero: 52.30 mq
Genoa pesante: 42.40 mq
Fiocco: 28.70 mq
Carbonera: 30.20 mq
Spinnaker: 127.50 mq
Tormentina: Ford 2712E, HP 80
Last Lady
 
Last Lady   Last Lady            
                 

L’Alpa 42 è un progetto di S&S del 73 entra in costruzione nel 74 e rappresentava l’ammiraglia del cantiere.

Nel progetto iniziale di S&S la barca nasceva per le regate d’altura, infatti nel 74 la prima Alpa 42 (Zizanie, battente bandiera maltese) vinse la Middle Sea Race, nella sua categoria.

Oggi è un 12 metri per la crociera pura, in diverse hanno fatto la traversata dell’ Atlantico (fra queste la Lsast Lady <che ora veleggia ai Caraibi> Eros e Vieux Malin) e almeno una anche il giro del mondo (Mary Jane).

Armata a ketch, opzionalmente a sloop, gli alberi passanti posano su un solido supporto imbullonato ai madieri sigillati in chiglia. Questi supporti godono della possibilità di scorrere per chiglia e per madiere in modo da poter permettere un perfetto centraggio dell’albero e l’equilibratura della barca. Le attrezzature degli alberi sono sovradimensionate in maniera di dare la massima sicurezza in ogni condizione.

La stratificazione della coperta viene interamente rinforzata con un sistema a sandwich la cui anima è costituita da legno di balsa particolarmente trattato. Questo sitema elimina le flessioni della coperta, la irrigidisce e le conferisce particolari proprietà fonoassorbenti e termoisolanti. All’esterno si presenta libera con boccaporti rialzati e antisdrucciolo controstampato.
Il pozzetto centrale, profondo e comodo, è protetto da un alto paraonde che ripara al meglio il suo equipaggio.

Lo scafo, le cui forme armoniose e senza tempo si sposano con ottime qualità nautiche, è di vetroresina stratificato a mano in un unico blocco, caratterizzato da spessori importanti e differenziati a seconda degli sforzi che ogni singola zona deve sopportare. All’interno sono stati sigillati per tutta la lunghezza 6 correnti che ne rendono la struttura robusta e rigida.

La zavorra è costituita da un unico blocco di Kg. 4500 ca. in fusione di ghisa inserita all’interno della struttura dello scafo e sigillata con vari strati di vetroresina. Nel blocco di zavorra è stato ricavato un pozzetto di sentina. Il timone è su skeg e l’asse elica è incorporata nello scafo.

L’importante piano di deriva, lo skeg del timone e la profilata carenatura
della linea d’asse,contribuiscono a mantenere facilmente una notevole stabilità di rotta a qualsiasi angolo di sbandamento, limitando il rollio e il beccheggio, anche con mare formato e vento teso, rendendo confortevoli anche le navigazioni impegnative.

Le motorizzazioni previste erano affidate a potenti Ford/Perkins 80-90-100hp per ottenere una buona velocità di crociera a basso regime, con autonomia di circa 400 miglia.
Gli interni nel progetto iniziale di S&S prevedevano 10 posti letto, vennero ridisegnati dall’architetto Alberto Mercati in collaborazione col cantiere e portati a 6/8, diverse le soluzioni proposte, tutte in grado di fornire privacy,grande capacità di stivaggio ed innegabile eleganza.

Ne furono costruite 67 unità e l’ultima fu percio' chiamata dal cantiere (col permesso dell’armatore) The Last Lady.
Nel 76 lo studio S&S disegnò anche il progetto per un’eventuale delfiniera (progetto tutt’ora acquistabile presso lo studio S&S).
Dopo il fallimento del cantiere Alpa, Zuanelli acquistò uno stampo e apportando alcune modifiche relative a timone, zavorra e interni; mise in produzione lo Z42.

Questa e' la miaLast Lady e nesono il fortunato propietario da 20 anni In primo proprietario fu ilconcessionario Alpa a Ferrara, chel'aveva commissionata con interni leggermente modificati per arricchirla ulteriormente con finiture tutte in legno, eliminando i rivestimenti in similpelle bianca e aggiungendo degli armadietti ed un secondo frigorifero alla cucina, ha eliminato il bar ad angolo in dinette, ricavando un grazioso divanetto, il bar è stato ricavato nel tavolo, ottenendo un effetto molto accattivante.

Sulla coperta il cantiere ha ricavato due gavoncini all'estrema poppa molto funzionali per le cime ed altre cose.

Io la acquistai nell'89 e dopo averla provata navigando in Croazia e Grecia per un paio di anni con grande soddisfazione, capii che avevo la barca che avevo desiderato e sognato, ma il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, incontrai un Ingeniere di Palermo che ringrazio ancora adesso, ex propietario di un'Alpa 42 naturalmente, discutendo di pregi e difetti dell'Alpa 42 "difetti per la verità veramente pochi ma la perfezione non esiste" mi sottopose un piano velico originale S&S con delfiniera, che la sua ex barca possedeva e che esaltava per le qualità veliche, fu per me momenti di lunga riflessione ed ulteriori approfondimenti, perchè pur vedendo l'evidente vantaggio velico che avrebbe ottenuto, la spesa per una modifica come richedevano i disegni del piano velico non era indifferente. Il diavolo vinse, eseguii i lavori nel massimo rispetto.

Stralli nuovi, vele nuove e trinchetta non prevista nel vecchio piano velico, verricelli ST. nuovi per il genoa e per la trinchetta, e tanto altro ancora. Ottenendo un aumento di superficie velica di circa 30 mq. e dando un contributo non indifferente nelle ariette, ma il vantaggio più importante fu che il piano velico portato più avanti, dava maggiore potenza con la barca meno orziera e più equilibrata senza nulla togliere alla sicurezza.
Per parecchi anni ho navigato nel mare nostrum senza mai pentirmi un secondo dei soldi spesi e del lavoro fatto.

Ora da 3 anni navigo 4 mesi l'anno ai Caraibi nel periodo invernale, è stata ulteriormente accessoriata di pannelli solari e generatore eolico per avere l'energia elettrica che serve, funzionano due frigo le varie luci necessarie ed ogni tanto la visione di un film al computer, in totale autonomia elettrica, una larga plancetta a poppa, con scaletta bagno molto comoda e funzionale, interni della dinette nuovi, avvolgifiocco anche alla trinchetta e facciamo io e mia moglie tutto quanto serve per tenerla aggiornata in ottime condizioni.

Spesso vedendo altre barche più moderne ed accattivanti mi viene voglia di cambiare, ma quando capita di trovarci in mare anche con barche più grandi e nulla hanno da dirmi, il pensiero si autocancella.

Buon mare a tutti
Dalla LAST LADY
Franco

 
© 1998-2009 S&S Club Italia - Design by design.it