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Kajar

Classe One Ton Cup
CARATTERISTICHE PRINCIPALI
Cantiere: Gallinari
Costruzione: 1969
Matriale: Legno
Disegno S&S: 1948
Lunghezza f.t.:
11.07 m
Lunghezza al gall.:
8.13 m
Larghezza:
3.20 m
Immersione:
1.88 m
Dislocamento:
Zavorra:
6500 kg
Superficie Velica: 55.00 mq
Randa:  
Genoa (150%):  
Spinnaker:  
Motore:  
Kajar
 
Kajar   Kajar   Kajar   Kajar   Kajar
                 
Kajar   Kajar   Kajar        
                 

Il primo armatore di Kajar fu il principe Abolghassen Amini, uno degli ultimi discendenti della dinastia dei Kajar, che regnarono in Persia prima delle ultime due reggenze degli Shah. Quando il principe vide il Kerkira II di Marina Spaccarelli Bulgari, timonato dal comandante Straulino, piazzarsi al secondo posto al campionato del mediterraneo, tenutosi a Marsilia, contattò immediatamente Olin Stephens e gli chiese una co-sorella in grado di competere vittoriosamente.

La barca fu costruita nello stesso anno dal cantiere Gallinari ad Anzio sotto la direzione di Rod Stephens che seguì direttamente tutte le fasi della costruzione. La barca fu progettata secondo gli schemi tradizionali, ma sfruttando le innovazioni tecnologiche che offrivano allora i moderni materiali.

Lo scafo è costituito da corsi di fasciame di mogano rosso di 28mm incollati di testa e ribattuti con rivetti di rame su ordinate di rovere piegate a vapore. Un robusto corrente longitudinale unisce tutte le ordinate. I madieri sono in acciaio inox AISI 316, fissati allo scafo con perni passanti sempre di acciao inox AISI 316.

La coperta è in teak da 22mm, incollata sopra una base di compensato marino di mogano, sorretta da eleganti bagli in lamellare, anch'essi di mogano. Una robusta chiglia di rovere sorregge una pinna realizzata con fusione di piombo. Gli interni sono tutti di mogano. In definitiva si ottenne una struttura leggera ma estremamente resistente ed elastica. Kajar è un piccolo veliero, assai elegante, disegnato con un orientamento già indirizzato verso regole di stazza IOR, in cui si coglie la positiva influenza del RORC (Royal Ocean Racing Club). Infatti ha slanci pronunciati, bordo libero assai basso e cavallino poco accentuato, ma elegante nella sua linea gentile.

Le sezioni dello scafo arrotondate, che mostrano già una leggera campanatura verso il trincarino, pinna a squalo, timone separato con uno skeg importante. L'armamento è a sloop in testa d'albero, un piano velico caratteristico per quell'epoca in cui si accentuava la superficie del genoa (160%) su quella della randa, con una superficie velica complessiva di 55mq.

Le doti marine di questa barca sono ancora oggi eccezionali soprattutto nelle andature di bolina nelle quali è estremamente docile al timone e non "sbatte" sull'onda neanche con mare formato. Il baglio massimo generoso di 3.20m ha dato la possibilità di disegnare una sistemazione degli interni decisamente logica e funzionale.

Entrando sottocoperta dal voluminoso tambuccio centrale, sulla dritta si trova la cucina, ben equipaggiata con fornello, lavello in acciao inox e ghiacciaia. Sulla sinistra si trova la cuccetta del navigatore, che si estende sotto la panca del pozzetto e la cui testata funge da sedile per chi lavora al tavolo di carteggio, esattamente alla sinistra della scaletta di ingresso.

Una bassa paratia divide la zona cucina e carteggio dalla quadrato, spazioso, con due ampi divani , uno per ogni murata, con tavolo centrale. A proravia della dinette si trova una paratia che la separa dal bagno e dalla zona armadi. Un'altra paratia e poi la cabina di prua con due letti sormontati da un ampio tambuccio. Il motore è posizionato al centro barca, sotto il tavolo della dinette, scelta dettata dallo spirito regatante dei progettisti.

Tale soluzione, oltre ad avere il chiaro vantaggio di posizionare un peso non trascurabile al centro ed in basso, con conseguenze positive sulla stabilità della barca, offre un totale accesso sui quattro lati del motore, con evidente facilità di manutenzione e riparazione. Nel 1981 Kajar fu acquistata dal Circolo Velico 3V ed affidata ad un amatore appassionato che da sempre l'ha conservata in perfetta efficienza.

Da allora Kajar ha navigato per tutti i mari del Mediterraneo, anche in condizioni meteorologiche difficili, toccando le coste della Grecia, Turchia, Tunisia, Spagna e Francia, dimostrando di essere, oltre un ottimo veliero da regata anche una comoda e sicura barca da crociera.

La continua manutenzione, attenta a conservare l'originalità della barca, ha evitato di dover intervenire con opere di restauro sullo scafo e sulla coperta, ancora quella originale. Gli unici interventi subiti negli anni sono relativi alla manutenzione e sostituzione delle parti meccaniche: nel 1992 fu sostituito il motore originale Faryman 25 CV e la relativa trasmissione con un moderno Volvo Penta 28 CV e nel 1995 fu sostituito l'albero ed il relativo armamento con un moderno e più leggero profilo SparCraft. Stazzata AIVE, negli anni Kajar ha preso parete ai raduni di barche d'epoca piazzandosi sempre nelle prime posizioni. Kajar dopo 31 anni di vita conserva lo splendore originale ed è un esempio di come un veliero di legno può navigare nel tempo senza mai invecchiare.

 
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